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PONTI E L’ECONOMIA, FAR CRESCERE IL TERRITORIO

L’incontro ha messo al centro la necessità di innescare nuovi atteggiamenti di crescita

«Abbiamo l’opportunità di progettare il futuro del nostro territorio. Per questo abbiamo la necessità di guardare al domani: di passare attraverso l’emergenza sanitaria cercando anche di vedere oltre, un po’ più avanti». Così il sindaco Fabrizio Pagnoni ha aperto il terzo workshop nell’ambito del progetto Ponti, virtualmente ospitato dal Comune di Copparo, sul tema ‘Un'Europa più intelligente. Far crescere l'economia nell'Area Interna: promuovere una trasformazione economica innovativa e intelligente per accrescere la competitività del territorio e delle imprese’.
«Questo è un progetto di animazione territoriale, che ci pone in ascolto e pone al centro i cittadini per fare emergere idee – ha introdotto Giovanni Lolli, presidente della Fondazione Cfp Cesta -. Le Aree Interne sono per definizione un contesto svantaggiato: Ponti si propone di cambiare il paradigma e governare il cambiamento partendo dal basso».
Ha dato inizio ai lavori Marco Mercatili di Nomisma, che ha riflettuto su cicli di crisi sempre più ravvicinati e su un fenomeno covid «non democratico» nel creare differenze fra cittadini e imprese. Due le chiavi di lettura: «se non ce la fanno i territori, dove vive il 40% degli italiani, non ce la fa l’Italia, il cui nucleo di riferimento è divenuto la città ‘micropolitana’» e l’aspetto contestuale, da cui emerge lo spostamento della domanda dalla casa all’abitare. «Il ruolo pubblico può essere di innesco allo sviluppo, gestendo il patrimonio come occasione di innescare nuove funzioni sociali e riconoscendo dei soggetti nella comunità che hanno competenze da mettere a servizio della regia pubblica, in quella che deve essere una formazione permanente, per crescere tutti insieme.
Due esempi sono stati portati da Matteo Fabbri, che ha illustrato l’esperienza di Tryeco e di Factory Grisù, e da Giovanni Pellegrini, che ha raccontato come a Parma sia cresciuta FoodFarm.
Fra gli stakeholders hanno preso la parola Monia Barca di Unife, che ha assicurato la disponibilità dell’Ateneo e del suo Tecnopolo, e Silvia Pulvirenti di Legacoop Estense, che ha posto l’accento sul tema del recupero del patrimonio con funzioni sociale ed economica. Francesco Robboni di Cna ha richiamato le opportunità che possono essere offerte dalla dimensione dell’ex mandamento e da leve come turismo, imprenditorialità, attrattività, scuola, sicurezza, commistione pubblico/privato. Mentre il presidente di Acer, Diego Carrara, ha sollecitato a unire le forze del territorio per presentare un piano alla Regione, a valorizzare il patrimonio abitativo di grande valore, investendo sulla rigenerazione, e le eccellenze, a partire dall’agricoltura.
Da qui è partito il sindaco Pagnoni per la chiusura. «Il nostro è un territorio a vocazione agricola e da un anno ci stiamo preparando per proporci al nuovo corso universitario in agraria, che ci corrisponde al cento per cento e che qui potrebbe perfettamente vedere sposate le esigenze di formazione e quelle delle imprese: molte aziende sono pronte ad ospitare gli studenti per la formazione sul campo». Si è poi soffermato sulla burocrazia, che «fiacca anche gli enti locali», sull’importanza della mobilità e dei collegamenti infrastrutturali, sui servizi socio sanitari e la fondamentale funzione delle strutture periferiche, sul deciso rafforzamento dell’Unione dei Comuni. «Serve soprattutto coesione territoriale, trasversale».
 

Ultima modifica dei contenuti: 21/11/2020