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Di qua e di là

Storia di un piccolo muro

martedì 27 Novembre 2018  e  mercoledì 28 Novembre 2018 ore 10:00

Torino Arti Performative 

Unoteatro | Stilema

 

di Silvano Antonelli
con Roberta Maraini
Collaborazione drammaturgica - Antonelli Giulia, Maraini Roberta,  Seimandi Enrico
 
Nuova Produzione 2018
PRODOTTO in collaborazione con TEATRO DE MICHELI di COPPARO
Con il sostegno di Torino Arti Performative

 

 

Entra in scena una ragazza. Potrebbe anche essere una bambina. O una donna. O chiunque altro. È contenta. Forse è appena nata. Ha gli occhi spalancati. Si guarda intorno. “Che bello il sole!”, “Che belli i fiori!”, “Guardaaa...la luna!”, “Guardaaa...il mare!”. Tutto sembra una meraviglia. Abbassa lo sguardo. Tutto si ferma. Anche il sorriso resta sospeso. Al centro della scena c'è un piccolo muro. Piccolo, non piccolissimo. Perché è lì? Chi l'ha costruito? Forse c'è sempre stato.
E se c'è un muro, anche se è un piccolo muro, si finisce per essere di qua dal muro. O di là dal muro. E se uno è di qua dal muro chi ci sarà di là? È facile. Siamo a teatro. Di là dal muro c'è il pubblico. La ragazza è un po' spaventata. Nella sua testa si fa un mucchio di domande. Come saranno quelli di là dal muro? Saranno pericolosi? Che lingua parlano?  E se ci attaccano i pidocchi? E se...? Qui comincia il gioco divertente e leggero dello spettacolo. L'attrice di qua. E il pubblico di là. In sala. Una sequenza di domande. Una sequenza di scene. Come l'eco degli stereotipi e delle legittime paure che ci assalgono ogni volta che ci troviamo di fronte a qualcosa o qualcuno che non conosciamo. E le paure e le domande alimentano il muro. Lo fanno crescere. Non necessariamente il “piccolo muro” al centro della scena. Quello nella nostra testa, nella nostra pancia, nel nostro cuore. E, si sa, a forza di costruire muri si rischia di rimanere imprigionati. Se i muri diventano proprio tanti, troppi, diventano un labirinto. Come fare?
Lo spettacolo, naturalmente, una soluzione la dà. Una soluzione e un augurio. Senza retorica e senza voler insegnare nulla. Mettendo al centro la materia di cui è fatto il teatro: le emozioni. Quella materia impalpabile e difficile da misurare ma che sta alla base di ciò che siamo e di ciò che facciamo. L'emozione di essere “Di qua e di là” e l'emozione di cercare di trovare un modo per incontrarsi, per capirsi, per riconoscersi gli uni negli altri. Magari sapendo che è difficile smontare le paure e gli stereotipi che abbiamo e che in qualche mattone, ogni tanto, finiremo per inciamparci. Ma non è detto che su quel mattoncino non possa spuntare il sole, e sull'altro un fiore, e il mare, e la luna, e un sorriso. Sia che siamo bambini di tre anni, ragazzi di sette, genitori, insegnanti, teatranti. Sia che li chiamiamo “noi”. Sia che li chiamiamo “altri”. Le emozioni non hanno un'età. Appartengono a tutti. E il teatro è lì. A cercare il modo per viverle insieme.

Le domande e i tanti interrogativi intorno al tema del “muro”, che fanno da filo conduttore alla drammaturgia dello spettacolo, pensiamo possano essere una possibile guida per insegnanti e genitori per approfondire con i bambini il tema sul quale gioca l'allestimento. Un tema vasto, grande, un vero proprio “totem” contemporaneo ed eterno. Che tocca e interroga, in modo differente, qualsiasi essere umano; bambino o adulto che sia.
Allo spettacolo sarà quindi abbinato un opuscolo con indicazioni su come approfondirne, in modo ludico, con i bambini, gli argomenti principali. Sempre ricordando che uno spettacolo non è una lezione. E che la ricaduta cognitiva di un'emozione è un'onda lunga, difficilmente misurabile. Come l'immaginazione che l'ha prodotta. Come il cuore che la porta dentro di sé.

 

La Compagnia Teatrale Stilema, formazione artistica della cooperativa Unoteatro, si costituisce nel 1983 ed è formata da professionisti presenti da anni sulla scena del Teatro Ragazzi. Da sempre il centro del suo interesse drammaturgico è l’infanzia, organismo sociale vivo, capace di suggerire temi e visioni fondanti un teatro popolare, che sappia cantare ad un pubblico indistinto, di adulti e di ragazzi, le storie che nascono dall’incontro tra il popolo bambino e il mondo contemporaneo. Spettatori e cittadini di oggi, prima che, come si è soliti dire e sentire, di domani, la Compagnia incontra ogni giorno i bambini nei molti laboratori teatrali promossi e ne deriva una drammaturgia originale, un suo linguaggio della scena, fatto da un teatro d’attore arricchito dall’utilizzo di oggetti e dall’uso della musica dal vivo.

 

Per la Scuola dell'Infanzia

 

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