A seguito di un periodo di crisi dell'azienda nel 2014 la Thyssenkrupp acciai speciali di Terni stipula un accordo con sindacati e governo e riduce il personale di 290 unità grazie a un bonus di 80 mila euro in cambio dell'esubero volontario. Partendo da questa vicenda lo spettacolo descrive lo sbandamento di chi, rimasto senza lavoro, perde il senso della propria storia di individuo. Un operaio che ha scelto l'esubero volontario passa le sue giornate in piscina, in un’eterna vacanza, una situazione apparentemente ideale, finalmente un posto sicuro lontano dai pericoli della fabbrica, ma dietro ogni proiezione idilliaca si cela il disinganno, e lo spettacolo scava nella storia, nel personaggio e nelle dinamiche datore di lavoro/operaio.
Una drammaturgia intensa che denuncia lo sbandamento di chi, in un’inesorabile deriva si sente privato della propria identità e dignità. Corriere della Sera
Nella produzione targata Teatro Stabile dell’Umbria, l’approfondimento scenico dà luogo a una disperazione, all’analisi di un vuoto, dello stato d’inerzia di un operaio che senza lavoro, trascorre il tempo libero consumando la liquidazione, andando incontro a un futuro di blocco operativo ed esistenziale. La Repubblica
“Carolina Balucani affronta l'argomento da una angolazione specifica, emotiva, quasi privata, e sorprendentemente, attraverso la sfera affettiva, sembra scavalcare le drammatiche vicende di una fabbrica in crisi per interrogarsi sulla condizione dell'uomo che, perdendo il lavoro, perde la sua identità così come avviene quando si viene abbandonati da un grande amore ferocemente atteso.”
Marco Plini
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