A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che “ogni straniero è nemico”. Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come un’infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati, e non sta all’origine di un sistema di pensiero. Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora, al termine della catena, sta il Lager. Esso è il prodotto di una concezione del mondo portata alle sue conseguenze con rigorosa coerenza: finché la concezione sussiste, le conseguenze ci minacciano. La storia dei campi di distruzione dovrebbe venire intesa da tutti come sinistro segnale di pericolo.
Primo Levi dalla prefazione di “Se Questo è un Uomo”, Einaudi Editore
Siamo arrivati a “Se questo è un uomo” dopo quindici anni di riti e storie che ci siamo trovati a raccontare con diversi linguaggi a tante persone. Siamo uomini e donne, ragazzi e ragazze, bambini e bambine che hanno trovato negli anni la “Leggerezza” per parlare di storie di annientamento e di vita, per entrare nelle parti più oscure e/o luminose dell’animo umano. Ci sentiamo pronti ad incontrare le parole di Primo Levi, per continuare a stare nella nostra quotidianità seguendo le parole di questo “grande Etnografo, Antropologo” dell’essere umano.
INGRESSO LIBERO
Rassegna Teatro Ragazzi: lunedì 29 gennaio 2018 - ore 10.00
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