Tra le opere giovanili verdiane, NABUCCO è quella che maggiormente indaga l'intimo tormento e le segrete passioni dei personaggi che ne animano la trama, dando voce all'afflato di un popolo sofferente. Alla vigilia dell'ottantesimo anniversario dalla promulgazione delle leggi razziali in Italia, un monito e una riflessione nei confronti di fatti che ci appaiono lontani ma nei quali sono di grande attualità i demoni dell'intolleranza, dell'odio tra i popoli e i germi della discriminazione razziale.
Zaccaria, pontefice di Gerusalemme, cerca di sollevare l'animo degli Ebrei sconfitti dal re di Babilonia Nabucco. Fenena, figlia di Nabucco, viene catturata e Ismaele, nipote del re di Gerusalemme, di lei innamorato, cerca di farla fuggire, quando Abigaille, altra figlia di Nabucco, pur essa innamorata di Ismaele, scopre la fuga e li minaccia. Fenena diviene governatrice della città di Gerusalemme e, convertitasi all’ebraismo, libera tutti gli schiavi ebrei. Abigaille entra con la forza in Gerusalemme ma sopraggiunge anche Nabucco che maledice il Dio degli Ebrei: colpito dalla folgore divina cade a terra e perde il senno. Abigaille sottrae a Nabucco la corona e si autoproclama regina condannando a morte tutti gli Ebrei. Nabucco è consapevole che morirà anche Fenena e, convertendosi anch'egli, prega Dio di aiutarlo. Nabucco riacquista il regno e Abigaille si avvelena mostrando il suo pentimento. Zaccaria predice che Nabucco governerà saggiamente su tutti i popoli della terra.
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