Andrea è un uomo molto attivo, nonostante la sua età, ma mostra i primi segni di una malattia che potrebbe far pensare al morbo di Alzheimer.
Anna, sua figlia, che è molto legata a lui, cerca solo il suo benessere e la sua sicurezza. Ma l’inesorabile avanzare della malattia la spinge a proporgli di stabilirsi nel grande appartamento che condivide con il marito. Lei crede che sia la soluzione migliore per il padre che ha tanto amato e con cui ha condiviso le gioie della vita. Ma le cose non vanno del tutto come previsto: l’uomo si rivela essere un personaggio fantastico, colorato, che non è affatto deciso a rinunciare alla sua indipendenza...
La sua progressiva degenerazione getta nella costernazione i familiari, ma la sapiente penna di Zeller riesce a descrivere una situazione che, seppur tragica per la crescente mancanza di comunicazione causata dalla perdita di memoria, viene affrontata con leggerezza e con amara e pungente ironia.
Tutto a poco a poco va scomparendo: i punti di riferimento, i ricordi, la felicità della famiglia. La perdita dell’autonomia del padre, Andrea, progredisce a tal punto che Anna è costretta a dover prendere decisioni al suo posto e contro la sua volontà.
La forza di questa pièce consiste nel saper raccontare col sorriso e con ironia, delicatezza e intelligenza, lo spaesamento di un uomo la cui memoria inizia a vacillare e a confondere tempi, luoghi e persone. Con grande abilità l’autore ci conduce a vivere empaticamente le contraddizioni in cui il nostro protagonista incappa, il quale perdendo a poco a poco le sue facoltà logico-analitiche e non riuscendo più a distinguere il reale dall'immaginario, ci coinvolge con grande emozione in questo percorso dolorosamente poetico.
Alessandro Haber
Alessandro Haber nasce a Bologna nel 1947. A nove anni, dopo un'infanzia trascorsa in Israele, ritorna in Italia con la famiglia. Nel 1967 ottiene una parte nel film “La Cina è vicina” di Marco Bellocchio. Sarà poi Pupi Avati ad offrirgli il primo ruolo di protagonista, in “Regalo di Natale” e “La rivincita di Natale”.
Come attore teatrale, nel 2006 si aggiudica il Premio Gassman come miglior attore per l'interpretazione di Zio Vanja nell'omonimo testo di Anton Čechov.
Nel 1992 recita in “Parenti serpenti” di Mario Monicelli, e in quattro film di Leonardo Pieraccioni: “I laureati” del 1995, “Il ciclone” del 1996, “Fuochi d’artificio” del 1997 e infine “Il paradiso all’improvviso" del 2003.
Haber ha anche scritto e cantato canzoni; il suo primo CD si intitola “Haberrante" e ad esso ne seguono altri due: “Qualcosa da dichiarare” e “Il sogno di un uomo”. Nel 2010 ha partecipato al film documentario “Pupi Avati, ieri oggi domani”.
Lucrezia Lante Della Rovere
Lucrezia nasce a Roma nel 1966.
Dopo aver intrapreso la carriera da modella, debutta sul grande schermo nel 1986 con il film “Speriamo che sia femmina” di Mario Monicelli, accanto ad attrici come Catherine Deneuve, Stefania Sandrelli, Giuliana De Sio.
Successivamente recita in “Storia di ragazzi e di ragazze” di Pupi Avati (1989) e “Tre colonne in cronaca” di Carlo Vanzina (1990).
Recita anche in spettacoli teatrali di grande successo, tra i quali “Quando eravamo repressi” di Pino Quartullo, “Risiko" di Francesco Apolloni, “Oleanna e Il cielo sopra il letto” di Luca Barbareschi, “Malamore" di Concita De Gregorio.
In televisione recita in fiction di successo tra cui “Orgoglio”, “Tutti pazzi per amore 3” e “La dama velata”.
Al cinema invece recita in “SMS - Sotto mentite spoglie” di Vincenzo Salemme (2007) e in Quantum of Solace con Daniel Craig (2008).
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