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Andrea Scanzi e Giulio Casale

giovedì 23 Febbraio 2017 - ore 21:00

Il sogno di un'Italia

1984-2004 Vent’anni senza andare mai a tempo

 

 

Testi di Andrea Scanzi e Giulio Casale
Narrazione di Andrea Scanzi
Interpretazioni di Giulio Casale
Direzione di scena di Simone Rota
Regia di Angelo Generali
Produzione: Promo Music – Corvino Produzioni in collaborazione con il Teatro Verdi di Fiorenzuola d’Arda (PC)
Durata: 90 minuti

  

Perché spesso in Italia la norma è eccezione e l’anomalia è regola? E’ quello che si chiedono Andrea Scanzi e Giulio Casale ne “Il sogno di un’Italia”. Dalla morte di Enrico Berlinguer all’ultima fuga di Marco Pantani. Dall’edonismo degli anni Ottanta al sangue del G8 di Genova. 1984-2004: due decenni che potevano cambiare l’Italia e non l’hanno cambiata. O forse l’hanno addirittura peggiorata. Restaurando e non rinnovando, come tanti piccoli gattopardi 2.0. Dopo il successo de “Le cattive strade”, Casale e Scanzi tornano in scena con uno spettacolo ancora più personale e attuale di Teatro Canzone, parzialmente ispirato al libro "Non è tempo per noi" di Scanzi. “Il sogno di un’Italia” è il ritratto di un paese attraverso storie, istantanee e canzoni da Bennato a Fossati, da Gaber a Battiato, da De Gregori a Jeff Buckley). Sul palco sfilano miti e maestri, figure indelebili ed eroi quasi loro malgrado. Dal sacrificio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino alle parole disilluse di Mario Monicelli (“La speranza è una trappola”), dalla promessa fatta e non mantenuta ad Antonino Caponnetto fino al Pantheon di fratelli maggiori che se ne sono andati troppo presto: Massimo Troisi, Ayrton Senna, il Pirata di Cesenatico.

In questo “Il sogno di un’Italia”, dal sottotitolo dolentemente jannacciano (“Vent’anni senza andare mai a tempo”), c’è la politica che non riesce più a generare appartenenza e c’è l’arte – musica, cinema, letteratura, giornalismo – che diventa fatalmente politica e dunque forse militanza. E' uno spettacolo che racconta vent’anni d'Italia con spirito critico, conservando però il desiderio di una vera ripartenza. Un tempo “ragazzi selvaggi”, ma solo nelle canzonacce dei Duran Duran, i quarantenni di oggi – la generazione di Casale e Scanzi - sognavano il cambiamento e si sono ritrovati prima Berlusconi e poi Renzi. Volevano la rivoluzione, ma solo nelle t-shirt. Cercavano un nuovo centro di gravità permanente, ma – per ignavia o quieto vivere - rischiano di avere inguaiato l’Italia.

 

Andrea Scanzi nasce ad Arezzo il 6 maggio 1974, si laurea in lettere moderne all'Università di Siena nel 2000 con una tesi sui cantautori.
Giornalista pubblicista, ha scritto per Il mucchio selvaggio, il manifesto, Il Riformista, L'Espresso e Panorama, prima di passare, nel 2005, a La Stampa. Nell'estate del 2011 approda a Il Fatto Quotidiano. Si occupa di politica, attualità, cultura, costume, musica, vino e sport.
A teatro è autore e interprete dello spettacolo "Gaber se fosse Gaber", patrocinato dalla Fondazione Gaber, che ha attraversato i teatri d'Italia dal 2011 al 2013. Nel settembre 2012 ha esordito con un secondo spettacolo teatrale, "Le cattive strade" dedicato a Fabrizio De André. Nel 2016 parte in tournè con il suo terzo spettacolo, "Il sogno di un'Italia". Su La3 conduce, dal 2012, il programma di interviste "Reputescion", in cui analizza la reputazione degli ospiti sulla rete. Dal 2015 partecipa, come ospite fisso, al programma "Il processo del lunedì", condotto da Enrico Varriale su Rai 3. Dal 12 luglio 2016 conduce, assieme ad Alessia Reato, Futbol, programma di approfondimento calcistico su La7.

Giulio Casale nasce a Treviso il 13 marzo 1971. Nel 1990, intraprende studi di filosofia teoretica all'università di Venezia. Successivamente scrive testi ed impara a suonare la chitarra da autodidatta; nel 1991 fonda con tre amici gli Estra, un gruppo rock che ben presto saprà imporsi all'attenzione del pubblico e della critica. Dopo aver pubblicato con gli Estra quattro dischi con la multinazionale CGD Warner Music, partecipato a innumerevoli festival e organizzato tournée molto apprezzate, comincia un percorso solista. I testi delle canzoni suonate con gli Estra gli hanno già procurato la fama di "poeta rock".
Nel 2000 pubblica, presso Papergraf, "Sullo Zero" un libro di poesie, dove centrale è il tema dell'assenza (inteso come vuoto esistenziale) e quello dell'immersione nella natura. Nell'autunno 2002 esce l'omonimo album sullo Zero, a cui vengono assegnati due riconoscimenti: il Premio Mariposa '02 e la Targa Premio Grinzane Cavour '03.
Nel 2006 esce un libro "Se ci fosse un uomo – gli anni affollati del Signor Gaber" (Arcana Libri), un itinerario tra i pensieri e le parole del Signor G (1970) fino agli ultimi dischi effettuati in studio.
Dal 2012 è in tour nei teatri italiani con Andrea Scanzi nello spettacolo "Le cattive strade" (scritto da Andrea Scanzi e Giulio Casale) dove si ripercorre la carriera di Fabrizio De André, raccontando gli snodi del percorso artistico del poeta e cantautore ligure. Alla narrazione di Scanzi si alternano le interpretazioni di Casale.

 

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