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Silvio Orlando

giovedì 1 Dicembre 2016 - ore 21:00

Lacci

tratto da LACCI romanzo di Domenico Starnone

 

Con Roberto Nobile, Sergio Romano, Maria Laura Rondanini, Vanessa Scalera e Giacomo de Cataldo
Regia di Armando Pugliese
Scene -  Roberto Crea  
Costumi - Silvia Polidori
Musiche di Stefano Mainetti  
Luci - Gaetano La Mela

 

 

«Se tu te ne sei scordato, egregio signore, te lo ricordo io: sono tua moglie». 

Si apre così la lettera che Vanda scrive al marito che se n'è andato di casa, lasciandola in preda a una tempesta di rabbia impotente e domande che non trovano risposta. Si sono sposati giovani all'inizio degli anni Sessanta, per desiderio di indipendenza, ma poi attorno a loro il mondo è cambiato, e ritrovarsi a trent'anni con una famiglia a carico è diventato un segno di arretratezza piú che di autonomia. Perciò adesso lui se ne sta a Roma, innamorato della grazia lieve di una sconosciuta con cui i giorni sono sempre gioiosi, e lei a Napoli con i figli, a misurare l'estensione del silenzio e il crescere dell'estraneità. Che cosa siamo disposti a sacrificare, pur di non sentirci in trappola? E che cosa perdiamo, quando scegliamo di tornare sui nostri passi? Perché niente è piú radicale dell'abbandono, ma niente è piú tenace di quei lacci invisibili che legano le persone le une alle altre. E a volte basta un gesto minimo per far riaffiorare quello che abbiamo provato a mettere da parte. Domenico Starnone ci regala una storia emozionante e fortissima, il racconto magistrale di una fuga, di un ritorno, di tutti i fallimenti, quelli che ci sembrano insuperabili e quelli che ci fanno compagnia per una vita intera.

 

«Abbiamo imparato entrambi che per vivere insieme dobbiamo dirci molto meno di quanto ci nascondiamo».

Dopo il grande successo de "La scuola", Silvio Orlando con il nuovo spettacolo Lacci ritorna alla scrittura di Domenico Starnone e penetra da un’altra porta le crepe e le fragilità del mondo in cui viviamo: prima visto attraverso il microcosmo dell’educazione, questa volta attraverso il sistema della famiglia, dove cova ogni giorno la minaccia di crollo per un cosmo ben più grande di quello racchiuso tra le mura di casa. La storia infatti ripercorre le attese, le sconfitte, i ripensamenti interni ad un amore e alle sue conseguenze, e porta già nei nomi una promessa di rovina. Quello che dovrebbe tenere è in pezzi e la caduta porta via a fette grosse il sogno. La violenza interna, come nella tragedia antica, contiene già i semi di più estese guerre e incomprensioni. Una tragedia contemporanea, quasi, mascherata da commedia.

 

Silvio Orlando nasce a Napoli il 30 giugno 1957. Ha lavorato con vari registi del cinema italiano, come Nanni Moretti, Daniele Luchetti, Paolo Virzì, Michele Placido, Carlo Mazzacurati, Pupi Avati, Gabriele Salvatores e altri.
Nel 1993 diretto da Gabriele Salvatores è protagonista insieme ad Antonio Catania di "Sud". Sempre nel 1993 ha interpretato il suo primo ruolo drammatico in una serie televisiva, "Felipe ha gli occhi azzurri 2". Nel 1998 dirige due opere teatrali di Peppino De Filippo.
Nel 2000 vince il Nastro d'argento come migliore attore protagonista per l'interpretazione nel film "Preferisco il rumore del mare" di Mimmo Calopresti. L'anno seguente prende parte al film vincitore della Palma d'oro a Cannes "La stanza del figlio" di Nanni Moretti. Sempre nel 2001 è uno dei protagonisti del film "Luce dei miei occhi" di Giuseppe Piccioni, nel quale per la prima volta affronta il ruolo di "cattivo"; la pellicola gli vale la nomination ai David di Donatello come migliore attore non protagonista. Nel 2006 partecipa come protagonista al film di Nanni Moretti "Il caimano", film grazie al quale vince il David di Donatello come migliore attore protagonista. Nel settembre del 2008 riceve la Coppa Volpi alla 65ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia come miglior attore, per il film "Il papà di Giovanna" di Pupi Avati.

 

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