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7 minuti

mercoledì 16 Marzo 2016 - ore 

OTTAVIA PICCOLO

 

di Stefano Massini

uno spettacolo di Alessandro Gassmann

con Ottavia Piccolo e Paola Di Meglio, Silvia Piovan, Olga Rossi, Balkissa Maiga, Stefania Ugomari Di Blas, Cecilia Di Giuli, Eleonora Bolla, Vittoria Corallo, Arianna Ancarani, Giulia Zeetti

scenografia Gianluca Amodio

costumi Lauretta Salvagnin

light designer Marco Palmieri

musiche originali Pivio&Aldo de Scalzi

videografie Marco Schiavoni

produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro Stabile dell’Umbria, Teatro Stabile del Veneto

 

Parla di lavoro, di donne, di diritti, dando voce e anima a undici operaie che raccontano, con le loro diverse personalità, le paure per il nostro futuro e per quello dei nostri figli, le rabbie inconsulte che situazioni di precarietà lavorativa possono scatenare, le angosce che il mondo del lavoro dipendente vive in questo momento. Preceduto da un’accoglienza eccezionale ovunque abbia fatto tappa, “7 minuti” arriva al De Micheli con tutto il suo carico di attualità ed emozioni e con un cast tutto al femminile capitanato da una delle attrici più amate del teatro italiano, Ottavia Piccolo.

Il testo di Stefano Massini, autore di punta della nostra nuova drammaturgia, si basa su un episodio realmente accaduto in una fabbrica francese nel 2012: il duro braccio di ferro tra le operaie tessili di Yssingeaux, nell’Alta Loira, e i nuovi dirigenti subentrati al controllo.

 

Note di regia 

"7 minuti di Stefano Massini, basato su un episodio realmente  accaduto  in una fabbrica Francese  è, in questo passaggio  storico, il testo che andavo cercando. Parliamo di lavoro, di donne, di diritti, lo faremo dando voce ed anima a undici protagoniste  operaie che ci  permetteranno  di  raccontare  le paure  per  il nostro  futuro  e per  quello  dei  nostri  figli,  le  rabbie  inconsulte  che  situazioni  di precarietà  lavorativa  possono  scatenare,  le angosce che il mondo  del lavoro dipendente  vive in questo  momento.  Il linguaggio  di Massini è vero, asciutto, credibile, coinvolgente,  molto attento e preciso nel descrivere i rapporti ed i percorsi di vita di undici donne, madri,  figlie, tutte   appunto   diverse   tra loro, ma   capaci di   raccontarci    una   umanità  che tenta disperatamente  di reagire all'incertezza  del futuro. Ottavia Piccolo, Blanche, rappresenterà,  tra questi undici caratteri, la possibilità di resistenza,il tentativo di far prevalere nel caos la logica, la giustizia, una sorta di "madre coraggiosa"  che tenta di indicare una via alternativa.  Il disegno registico, come mia abitudine,  si concentrerà  sul tentativo  di dare verità  a queste  anime,  descrivendone,  in una scenografia  iperrealista, tutte le diversità, emozioni, incomprensioni,  tentando, come sempre, di amplificare le emozioni già presenti nel testo. Il teatro può davvero essere luogo di denuncia senza mai rinunciare alla produzione  di emozioni, questo ho fatto finora e continuerò  a fare con 7 minuti".  Alessandro Gassmann 

Note dell'autore 

 

“Ci sono storie  che ti vengono  a cercare.  Sembra  che facciano  davvero  di tutto  per essere  raccontate,  per essere  scritte.  Una di queste ha raggiunto e conquistato me, ed ha a che fare con le operaie tessili di Yssingeaux, nell’Alta Loira. Il fatto di cronaca risale al gennaio 2012, e ha riempito i giornali d’Oltralpe:  d’altra parte poteva passare inosservato  quel braccio di ferro così spietato fra le dipendenti  – tutte donne – di uno dei massimi  colossi industriali  francesi  e i nuovi dirigenti  subentrati  al controllo?  La storia delle operaie  di  Yssingeaux  mi  ha  dato  la  caccia  per  vari  mesi.  Non potevo  aprire  un  quotidiano  o cliccare  su  una  web-­‐page  senza trovarmi  di nuovo davanti quei visi femminili,  assortiti di ogni età, impegnate  in una difesa epico – antica eppure modernissima  – della  propria   dignità di lavoratrici.  Ma in quale modo raccontare  in teatro tutto questo? Il pretesto mel’ha fornito, come sempre, non  il  filone  principale  bensì  uno  dei  tanti  aneddoti  di  cui  è  costellata  la  drammatica  trattativa  di  quei  giorni:  la lunga  riunione  del consiglio di fabbrica che doveva decidere se accettare o meno una rinuncia ai propri diritti acquisiti.  Stefano Massini 

 

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