di Francesco Niccolini, con Luigi D’Elia
regia Roberto Aldorasi e Francesco Niccolini
oggetti, scena e costumi Luigi D’Elia, luci Paolo Mongelli
durata: uno spettacolo che dura quanto il tempo che serve a infornare il pane e cuocerlo.
Una storia d’amore e di felicità. In un grande giardino pieno di alberi e fiori, un vecchio sta infornando il pane. Si chiama André. È sporco di farina e sorride. Un bambino lo guarda. Il suo nome è Nicolas. Sono vicini di casa, André e Nicolas, una vecchia casa di pietra con il tetto spiovente per la neve. André è il migliore amico di Nicolas. Da grande vorrebbe essere esattamente come lui, vecchio e sorridente. André vive con Dorine. Si amano e vivono insieme da una vita. A casa di Nicolas sembra che la felicità sia volata via perché il suo papà ha perso il lavoro e la serenità. Nicolas ha paura e non capisce come è possibile che a qualcuno venga in mente di licenziare un papà. Il giardino di André è il rifugio di Nicolas, ci passerebbe un sacco di tempo perché il pane, burro e marmellata che prepara André è buonissimo, perché l’orto di André nasconde meraviglie, perché in quel giardino il silenzio è pieno di vento e porta i ricordi di una lunga storia d’amore a tappe, perché anche se Dorine è molto malata, in quel giardino regna la pace e poi André è un mago e conosce mille trucchi per far tornare il sorriso. André e Dorine sono due personaggi esistiti realmente. Lui era André Gorz, lei Dorine Kahn, sua moglie. Lui è stato uno dei massimi rappresentanti della cultura parigina: braccio destro di Jean-Paul Sartre, giornalista economico de “l’Express”, scrittore, massimo esponente del marxismo esistenzialista prima e poi del neonato movimento ecologista, uno dei padri di quello che poi si sarebbe chiamato movimento per la decrescita felice.
Per scuola primaria (classi IV e V) e per scuola media inferiore (classi I e II)
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