di e con Gianni Franceschini
musiche di Giovanni e Alessandro Franceschini
figure di Marisa Dolci e Gianni Volpe
Luci-audio di Giancarlo Dalla Chiara
I colori dell’arcobaleno sono protagonisti dell’opera, con i loro significati, i risvolti antropologici, folkloristici psichici e pedagogici e didattici. Il contenitore di questo percorso è la fiaba con la sua più affermata struttura proposta da V. Propp. Come in un rito di passaggio un colore riesce a essere accettato dagli altri dopo aver vissuto un viaggio iniziatico, superato ostacoli, conosciuto le altre totalità della luce. La metafora ci riporta direttamente al vissuto del bambino, al suo crescere, vivere le esperienze della vita, affermarsi e gustare le soddisfazioni dei traguardi raggiunti. Il paragone si allarga al tema dell’inclusione e dell’integrazione del diverso nella comunità. Il narratore, un “nonno” parla di un bambino/a che nessuno a scuola vuole vicino a sé e per fargli/le capire che potrà conquistarsi un posto assieme agli altri suoi compagni narra la storia di Celeste che i colori dell’arcobaleno non volevano. Celeste parte per un viaggio nel mondo dei colori, li conosce, conosce esperimenta le loro caratteristiche, pregi e difetti, trasformazioni e legami con figure e personaggi, infine superate mille difficoltà arriva all’arcobaleno e si sistema vicino agli altri con soddisfazione e gioia. I linguaggi continuano la ricerca dell’artista nel rapporto tra immagine creata, musica e narrazione insieme ad elementi di animazione di figure.
Per la scuola dell'infanzia
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