Dante è un uomo dei nostri giorni, uno spaesato, lunatico romagnolo che si trova all’improvviso a ripercorrere l’itinerario del sommo poeta, con tutto quel che ne consegue in termini di sorpresa, ironia, tragedia e comicità.
Protagonista dello spettacolo è un Dante di Villanova di Bagnacavallo; fugge, non si sa perché, inseguito dagli abitanti della cittadina e, naturalmente, si perde.
Verrà in suo aiuto “Virgiglio”. Il quale parla un linguaggio strano: l’italiano di Alighieri, appunto.
Lo spettacolo pretende di accostare Dante alla sua reinterpretazione resa da Francesco Talanti, mescolando liberamente l’italiano aulico di Dante al “basso”dialetto romagnolo. Una scrittura scenica originale che s’innesta nella tragicità dell’universo dantesco, favorendo tuttavia gli aspetti ironici e comici della sua scrittura, esaltati dall’alternanza con il dialetto.